Il Rasoio di Ockham

"Il mondo non ha bisogno di dogmi, ma di libera ricerca" Bertrand Russell
mercoledì, 02 settembre 2009

L'Unto del Signore...

"L'Unto del Signore" (edizioni Bur) è un recente libro di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel.

No, sfortunatamente non si parla di Gesù, ma della storia e dei rapporti che legano le alte sfere del cattolicesimo con le fortune e le imprese di Silvio Berlusconi.

E così, partendo dalle origini, analizzando i legami presso la Banca Rasini, attraverso lo scandalo dell'Ambrosiano e la vicenda Calvi-Sindona
e le operazioni offshore, i due autori ripercorrono le origini della Fininvest.

Tramite incredibili testimonianze inedite, si ricostruiscono così la nascita di Forza Italia, i suoi stretti legami con l'Opus Dei e Comunione e Liberazione,  ma soprattutto il continuo rapporto fatto di scambi e di favori con la Curia Romana, fino a considerare la nuova veste oscurantista e conservatrice che anima la Nuova Destra sui grandi temi bioetici.

Si capisce così come l'ascesa del Cavaliere costituisca la volontà di uno dei grandi Poteri Forti della nostra società,la Chiesa Cattolica, che, in mancanza di un'alternativa più consona al proprio orizzonte di valori, attraverso un'applicazione della più efficace e disincantata realpolitik, sostiene chi ha i numeri  politici per tutelare, preservare ed accrescere il suo potere sulla società italiana.



Buona (preoccupante) lettura!







Ferruccio Pinotti :
un giornalista e saggista italiano. Già redattore a l'Arena di Verona, ha scritto per Il Corriere della Sera, per L'Espresso ed Il Sole-24 Ore. A New York ha lavorato per la CNN, collaborando anche con L'International Herald Tribune.Giornalista d'inchiesta si è occupato e si occupa di temi sociali e di attualità di particolare rilievo, come l'immigrazione extracomunitaria e le vicende della finanza italiana, ripercorse a partire dagli anni ottanta, talvolta tradotte in libro.

Tra i suoi lavori figurano il libro "Poteri forti", pubblicato nel 2005, che tratta dell'ascesa dell'Opus Dei e della misteriosa morte del banchiere Roberto Calvi susseguente al crack del Banco Ambrosiano e "Opus Dei Segreta. Frusta, cilicio e alta finanza".




Udo
Gümpel : giornalista tedesco corrispondente dall’Italia per la rete televisiva tedesca NTV



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venerdì, 14 agosto 2009

IL LATO UMANO...

A volte è utile, per avvicinare i diffidenti, mostrare come la scienza sia un prodotto umano. Fatta e vissuta dunque da uomini, molto diversi tra loro, ma animati da una sete comune, quella per la conoscenza. In questo senso quindi si inserisce questo bel libro "Il lato umano- Spunti per un ritratto" (ed.Einaudi) a cura di Helen Dukas e Banesh Hoffman con prefazione di Claudio Bartocci.

Non si tratta di un libro scientifico, ma una raccolta di testi, molti dei quali inediti, del celebre fisico Albert Einstein. Lettere, commenti, telegrammi, annotazioni personali, ci fanno avvicinare ad un Einstein più intimo e personale, ma non per questo distante dall'Einstein scienziato. Forse aprendo questa finestra sull'Einstein uomo, qualcuno prenderà il coraggio anche di conoscere l'Einstein fisico e le sue teorie.

Una lettura caldamente consigliata per gli spunti e le riflessioni profonde, contenute in un libro breve e agile ma sorprendente.

Parola di Einstein.

A pagina 17 capiamo in poche righe un carattere fondamentale della scienza moderna:

"Lo scienziato teorico non è da invidiare. Perchè la Natura, o più esattamente, l'esperimento, è giudice inesorabile e ben poco benevolo del suo lavoro. Non dice mai "Sì" a una teoria: nei casi più favorevoli risponde: "Forse"; nella stragrande maggioranza dei casi dice semplicemente "No". Quando un esperimento concorda con una teoria, per la Natura significa "Forse"; se non concorda, significa "No". Probabilmente ogni teoria un giorno o l'altro subirà il suo "No"; per quasi tutte ciò avviene subito dopo la formulazione."



Si sfatano poi i miti che hanno voluto fare di Einstein un mistico credente come si legge a pagina 37:

"Non credo nell'immortalità dell'individuo e considero che l'etica sia un interesse esclusivamente umano che non deriva da alcuna autorità sovrannaturale."



Più avanti, sempre nella stessa pagina:



"Non ho mai attribuito alla natura una intenzione o un fine o qualsiasi altra cosa che si potesse interpretare in senso antropomorfico. Quel che vedo nella natura è una struttura magnifica che possiamo capire solo molto imperfettamente, il che non può non riempire d'umiltà qualsiasi persona razionale. Si tratta di un autentico sentimento religioso che non ha niente a che fare con il misticismo."



E ancora a pagine 41:

"Non credo in un Dio personale, nè ho mai negato questo fatto, anzi ho sempre espresso chiaramente il mio parere in proposito. Se c'è in me qualcosa che si possa definire sentimento religioso è proprio quella infina ammirazione per la struttura del mondo rivelata dalle scoperte della scienza."



Come dire, deus sive natura.

Buona lettura!







*Claudio Bartocci
nasce a Roma nel 1962 è professore associato di Fisica matematica presso il Dipartimento di Matematica dell'Università di Genova. Dopo la laurea in Matematica, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Matematica (Università di Milano 1990) e il titolo di Ph.D. dalla University of Warwick (1993) ed è stato ricercatore di Fisica matematica dal 1990 al 1999. Dal 2004 è coordinatore del Dottorato di ricerca in Matematica dell’Università di Genova.
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giovedì, 23 luglio 2009

APERTO, DIVERSO E COMPLESSO

L'essenza della mentalità scientifica è la critica aveva ricordato Thomas Huxley. E' per questo che di fronte a certi "dogmi" teorici la più genuina pratica scientifica si ritrova in coloro che si oppongono al paradigma imperante, specialmente se imposto come una fede indiscutibile.

La pluralità delle teorie e delle prospettive è oramai accettata dalla scienza che, per sua fortuna, ha abbandonato da tempo le seduzioni del positivismo e del riduzionismo.

La reversibilità dei fenomeni, la loro non-linearità, il disordine che sta alla base della materia segnano il tempo per una "Nuova Alleanza" ( come è il titolo di un famoso libro di Ilya Prigogine e Isabelle Stengers) della pratica ma soprattutto dell'immagine della scienza.

Fino a capire che biologia, la scienza che studia la vita,, la diversità, la differenziazione, è la condizione imprescindibile per essere appunto vivi.

La scienza moderna è dunque sospesa tra la tentazione di formulare una teoria onnicomprensiva che spieghi tutto e il fatto sempre più chiaro che questo sia solo un sogno. La scienza, questa corda tesa verso la conoscenza, trova in questa tensione, da molti letta erroneamente come una debolezza, tutta la sua forza.

Per potervisi addentrare è necessaria una mente aperta, pronta a far tramontare i propri idoli, senza dimenticarli però. Una mente pronta a criticare anche se stessa ed i suoi metodi.

Una mente come la descrive qui Charles Darwin:



"Per quanto io possa giudicare ho sempre cercato di mantenere la mia mente libera in modo da poter abbandonare qualsiasi ipotesi a prescindere da quanto amata. Non so ricordare nessuna ipotesi che io abbia formulato che non abbia poi dovuto abbandonare o modificare radicalmente."






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mercoledì, 01 luglio 2009

CALCULEMUS!

1 Luglio 1646. Nasceva oggi, Gottfried Wilhelm von Leibniz, filosofo, scienziato, matematico, diplomatico, bibliotecario e giurista. Intellettuale prolifico in molti campi del sapere, inventò il termine di funzione matematica, contribuì, indipendemente da Newton, alla scoperta del calcolo infinitesimale, sviluppò il sistema di calcolo binario (oggi cardine dell'informatica moderna), progettò una delle prime calcolatrici meccaniche e codificò alcuni principi logici come quello dell'identità degli indiscernibili ed indiscernibilità degli identici. Senza contare poi i suoi contributi alla geologia, ad un metodo di classificazione dei libri senza l'uso del catalogo, allo studio delle antinomie giuridiche (ovvero quei casi in cui un tribunale non abbia prove sufficienti nè per assolvere nè per condannare l'imputato).

Leibniz fu un uomo quasi rinascimentale, orientato verso quasi ogni aspetto del sapere e guidato dall'idea dell'unità della conoscenza. Un ideale che oggi è in parte perduto, sia per la frammentazione della scienza sia per la sua inevitabile specializzazione. E se nella pratica sembra impossibile che in futuro possa esserci un nuovo Leibniz, la sua lezione è quantomai attuale. L'idea ciòè che la conoscenza sia come una grande biblioteca, fatta di tanti volumi distinti eppure uniti da una struttura che li contiene tutti. Un'idea dell'apprendere per distinzione ma anche per inclusione, che porta sì a concepire le discipline come autonome ma non per questo isolate.

Celebre la sua idea della characteristica univeralis, ovvero l'idea di creare un linguaggio universale in cui esprimere i contenuti del pensiero. Idea che rapprensenta il primo tentativo di quella che poi sarebbe divenuta la logica moderna, ovvero l'obiettivo di dotare la scienza di un linguaggio unico e comune che non inficiasse però le specificità dei vari campi del sapere. Scriveva dunque il grande pensatore tedesco: "Di conseguenza, quando sorgeranno controversie fra due filosofi, non sarà più necessaria una discussione, come [non lo è] fra due calcolatori. Sarà sufficiente, infatti, che essi prendano in mano le penne, si siedano di fronte agli abachi e (se così piace, su invito di un amico) si dicano l’un l’altro: Calculemus!"

Il sogno di Leibniz era destinato ad infrangersi (vedi i teoremi di Goedel ) anche se in parte le sue idee sono oggi fondanti per la scienza moderna.

Come sostenitori della cultura scientifica non possiamo che ricordarlo augurandoci che la sua lezione non vada dimenticata.



Macchina calcolatrice inventata da Leibniz
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lunedì, 22 giugno 2009

GENTE DI PARROCCHIA

Un post un po' provocatorio.

Come ricordava Ivan Karamazov al fratello nel celebre romanzo di Dostoevskij, o la Chiesa si fa Stato o lo Stato si fa Chiesa.

In entrambi i casi, il dogma, teologico o politico che sia, domina assoluto. Ed ecco che poi si assiste a fenomeni molto simili. Devozione senza riflessione.











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giovedì, 11 giugno 2009

LA SCIENZA E' ANTIDOGMATICA

"La storia ci insegna che le nuove verità hanno il frequente destino di cominciare come eresie di finire come superstizioni; e oggi è facile prevedere che, di qui a vent'anni, i ragazzi della nuova generazione, cresciuti nel clima attuale, correrrano il pericolo di accettare le teorie dell'Origine delle specie con tanto poca riflessione, e fors'anche tanto poco fondamento, quanto gli uomini della vecchia le rifiutavano vent'anni fa. Preghiamo ardentemente che non sia così, perchè la mentalità scientifica è più importante dei suoi prodotti, e verità professate in modo irrazionale possono essere più nocive degli errori razionali. L'essenza della mentalità scientifica è la critica."



Thomas Huxley - 1880



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lunedì, 30 marzo 2009

MISERIA INTELLETTUALE DEL CREAZIONISMO

"We can allow satellites, planets, suns, universe, nay whole systems of universe, to be governed by laws, but the smallest insect, we wish to be created at once by special act."



Charles Darwin









 


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martedì, 03 marzo 2009

MICROMEGA: SPECIALE SU DARWIN

Anche la rivista Micromega accoglie con favore le celebrazioni darwiniane dedicando l'intero volume del suo "Almanacco delle Scienze" al celebre scienziato inglese.

Preziosi gli interventi proposti.

Vogliamo particolarmente sottolineare quelli di Telmo Pievani e  di Giulio Barsanti, che indagano il rapporto/scontro tra teoria evoluzionista e fede religiosa. Pievani (sullo stesso tema segue poi un articolo/dialogo con il teologo Mancuso) mostra come la Chiesa Cattolica, benchè non condanni unilateralmente il darwinismo, stia cercando di ricondurlo entro un sentiero rigidamente controllato dal proprio magistero. Barsanti sviscera l'incosistenza del cosiddetto "Intelligent Design" e ne mostra l'incosistenza scientifica.

Altri interventi mostrano come le accuse di razzismo spesso additate a Darwin siano del tutto infondate mentre altri ancora indagano le sfide aperte dalla teoria dell'evoluzione sino a parlare del rapporto natura/cultura, binomio obsoleto oramai da superare.

Insuperabile invece il bellissimo articolo di Ian Tattersall sull'origine dell'intelligenza simbolica, segnando il percorso dall'evoluzione biologica a quella culturale.

Numero imperdibile insomma.

BUONA LETTURA!


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venerdì, 20 febbraio 2009

UN ANNO RICCO DI EVENTI

Ecco qui il link al calendario aggiornato circa gli eventi che si svolgeranno in tutta Italia per le celebrazioni darwiniane.



www.epistemologia.eu/darwin09it.htm



Buona Partecipazione!





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giovedì, 12 febbraio 2009

OGGI E' NATALE...

Il 12 Febbraio 1809 nella piccola cittadina di Shrewsbury, Inghilterra, nasce Charles Darwin, biologo, geologo e naturaliata britannico, padre della moderna teoria dell'evoluzione delle specie.

Una teoria che sconvolse il mondo e che ha portato le scienze naturali sempre più in sintonia e scambio reciproco con le altre scienze.

Sono passati 200 anni da quel giorno e per celebrare come si deve questo grande scienziato sono tantissime le iniziative nelle varie parti d'Italia.

La prestigiosa rivista Le Scienze ha dedicato un numero speciale a Darwin-

http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola_mese/LE_SCIENZE/1334595




Tra tutte gli incontri previsti per questo anno darwiniano, ci permettiamo ci consigliare la visita della mostra "Darwin 1809-2009" che da oggi si apre a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni -

http://www.palazzoesposizioni.it/canale.asp?id=236



A questo link una descrizione più approfondita dell'evento - http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Darwin_1809-2009/1334784



Che altro dire...happy birthday Charlie!
.





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